Diario di Brodo IX (Il Maiale Morale)

Pubblicato il 4 Marzo 2010

I fogliettini di carta colorata delle comande hanno una compostezza che mi piace definire fiscale. Se c'è scritta una cosa, quella deve essere e così deve restare fino alla consegna del piatto. Ho sempre sospettato, e questo da quando ho visto la prima comanda, che i camerieri o sono ex medici o studiano per diventarlo, o lo sono ancora ma devono arrotondare servendo in sala, nella speranza di raccogliere abbastanza con le mance e riuscire anche loro a seguire il flusso migratorio della fuga dei cervelli all'estero. Grafia incomprensibile. Segni neolitici, scavati con forza sulla carta tanto da fare una quadruplice copia della prima comanda sui fogli successivi e così via. A te arriva uno scarabocchio che loro declamano, ed è quello l'unico momento che hai per memorizzare, e prima che il dubbio ti assalga, devi aver preparato la portata, perché non hai scampo, non decifrerai mai più quel pizzinno.
Insomma, il cameriere dice:

2 tortellini in brodo
3 tagliatelle ragù
2 gnocchi faraona

e la comanda che tu leggi recita così:

8 (il 2 assomiglia spesso a un 8 quando lo scrivi velocemente) quindi 8 tort bo
8 (il 3 assomiglia spesso a un 8 quando lo scrivi velocemente) quindi 8 tagl bo
2 gn fa ( e qui ti viene il dubbio, solo due? e che è, un tavolo da 18?)

"Tort" in un ristorante tipico bolognese può significare un milione di cose, ma soprattutto non ti spieghi il "bo", perché è tutto "bo" a Bologna. Per il cameriere è ovvio invece che sta ad indicare una cosa tradizionale, "alla bolognese", quindi brodo. Solo che quel genio del padrone ha messo anche i tortellini alla panna, o panna e prosciutto, o crema di parmigiano, e quando hai fretta vuoi che i tuoi occhi leggano effettivamente ciò che ti è utile sapere per fare la cosa giusta. Stesso discorso per la tagliatella. Comunque chiedi al primo cameriere che arriva, 'sentimi un po', quei diciotto... che fa?... facciamo piatto unico?'. E lì il cameriere ti guarda, poi guarda dentro di se, poi guarda dentro al lavapiatti che a sua volta guarda dentro al lavandino (tanto la colpa è sempre del lavapiatti). Quello sguardo non tornerà mai indietro. E l'unica risposta che avrai sarà, 'arrivo subito, chiedo e arrivo'. Sparito, licenziato, forse sarà arruolato nella Legione straniera. Quel cameriere non lo vedrai mai più. E tu, cuoco? Tu resti appeso alla tua comanda, e dici, 'io ne faccio per 18, cosa mi importa, quello che avanza, se avanza me lo pappo dopo'

Scritto da Luca Giovanni Pappalardo

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