Diario di Brodo IV (Il maiale morale)

Pubblicato il 7 Febbraio 2010

(continua dal III)... Dimenticavo di dire una cosa, la città è Bologna, e fin qui ci siamo, circolare ha la forma di un cerchio, come lo scarico di un lavandino, e se ci pensiamo, tutto ciò che accade a Bologna tende a colare dai margini al centro e lì ristagna. Nulla esce da Bologna, tutto si trasforma. Così le nostre vite in quel fottutissimo momento, dico la mia e quella di Kafil, mentre una mano scura o ambrata mi porge un mazzo di rose dal secchio del rusco. Ci rifletto solo un secondo e poi sbotto contro Kafil, 'cazzo tu lo sapevi, per questo non volevi farmi aprire il bidone', 'io niente sapere, tu prendi rosa gratis e andare via'. 'Rosa gratis un corno, lì c'è un povero stronzo morto e tu pensi allae rose?', e la sua saggezza prese forma in quell'istante, 'fratello' -disse- 'neanche la morte può uccidere la bellezza di una rosa', ed allora capii chi avevo di fronte, nella sua magrezza frustrante, un uomo che ne doveva aver viste così tante da inventarsi un modo di scamparla questa vita del... o uno straniero impaurito dalla possibile uccisione di un membro della sua comunità, e dai risvolti che la polizia poteva infliggere alla sua vaghissima serenità, con le indagini. Erano le 8 di sera, il padrone ci stava cercando, e noi in un lampo avevamo capito come reagire, allora io guardai negli occhi Kafil e lui guardò me, 'forza dissi, ficchiamolo più in fondo, ci passeremo dopo il servizio, ho un'idea...' vidi Kafil scosso da un brivido raggellante...

Scritto da Luca Giovanni Pappalardo

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