Diario di brodo VIII (Il Maiale Morale)

Pubblicato il 26 Febbraio 2010

(continua dal VII)

Perché perdere tempo controbattendo una simile idiozia? La mia professionalità era uno scudo contro l'approssimazione. E in cucina dovrebbe esserlo per tutti. E' molto facile scivolare su una buccia di banana, perché le banane ci sono tutto l'anno, non sono frutta di stagione. In cucina si rischia di cadere sempre. Per questo motivo la cosa più importante è la gente con cui lavori, loro possono sostenerti, farti rialzare, oppure finire il lavoro con frasi proiettile tipo: che cazzo ci fai tu in una cucina, datti all'ippica! oppure, tu non sarai mai un cuoco. Secondo la mia esperienza, queste sono le frasi magiche. Voi che iniziate questo mestiere ingrato, dovete sperare che qualcuno ve le dica. E' come un battesimo. Se vi trovate a leggere le biografie dei più grandi chef del mondo (anche di quelli che poi si sono suicidati) c'è sempre qualcuno che gli dice di cambiare mestiere. Ed è proprio a quel punto che a voi capiterà di sentire il clic del destino, sentirete che tutto cambia, che la vita vostra sta precipitando nel baratro quasi fino a toccare terra, ma proprio alla fine della caduta un soffio di vento scivolerà dal viso fino alla pancia, riprenderete il volo verso l'alto, più vivi, più motivati. In realtà tutta la vita funziona così, e gli psichiatri si arricchiscono con le vostre crisi d'ansia. Reagite subito! Se in un posto vi trovate male e cercano di farvi la pelle ogni giorno, mandateli a quel paese senza remore. Di posti di lavoro in cucina se ne trovano a milioni. Il rischio di restare in un posto infernale è uno solo. Forse diventerete come i vostri aguzzini, un giorno. Evitatelo. Non si guadagna di più ad essere un pezzo di merda, fidatevi. Si guadagna di più ad essere giusti. Sia in anni di vita che in denaro.
A proposito di denaro... pensai. E' il mio primo giorno qui e non ho firmato alcun contratto. Vado per raggiungere la sala e chiedere al padrone di firmare. Ma ecco che Chantal mi ferma, "dove vai, tesoro? Ci sono due comande da dieci!", E vabbè, iniziamo...

(to be continued)

Scritto da Luca Giovanni Pappalardo

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